La Volvo V60 di prima generazione (Y20) ha segnato una svolta per il costruttore svedese, abbandonando l'aspetto 'station wagon da carico' cubico per un profilo di 'Sportswagon' dinamico. Basata sulla piattaforma EUCD (condivisa con Ford), si distingue per il suo comfort sovrano, i suoi sedili eccezionali e il suo arsenale di sicurezza all'avanguardia (City Safety di serie). La carriera della V60 è caratterizzata da una transizione meccanica importante: lanciata con un mix di motori Ford, PSA e Volvo (i famosi 5 cilindri), ha inaugurato a partire dal 2013/2014 la nuova architettura motore 100% Volvo 'VEA' (Drive-E) a 4 cilindri. Un restyling (facelift) è intervenuto a metà 2013, modernizzando il frontale e l'infotainment. Sebbene la domanda qui si concentri sulle motorizzazioni diesel, mol
La Volvo V60 di prima generazione è un'ottima scelta per chi percorre molti chilometri e cerca un'alternativa originale, ultra-sicura e confortevole alle station wagon tedesche. La scelta della motorizzazione è cruciale. Se cercate un diesel, privilegiate assolutamente i 5 cilindri Volvo (2.0 D3/D4 o 2.4 D5) associati al cambio manuale o Geartronic 6. Sono indistruttibili a condizione di monitorare la cinghia servizi. I motori a 4 cilindri VEA (post-2014) sono più moderni e parsimoniosi, ma evitate i modelli 2014-2016 del D4 (190 CV) a causa dei problemi all'EGR e all'olio. Da evitare: Il 1.6 D2 (115 CV) di origine PSA/Ford, sottodimensionato per il peso dell'auto, e soprattutto il cambio automatico Powershift che lo accompagna, vero nido di problemi se la manutenzione non è stata maniacale. Il D6 PHEV è allettante sulla carta ma rappresenta un rischio finanziario significativo fuori garanzia.