La Porsche Panamera di seconda generazione (Type 971) segna una rottura spettacolare con la sua antenata (Type 970). Basata sulla piattaforma MSB del gruppo Volkswagen, corregge i difetti estetici della prima versione facendo al contempo un passo da gigante in termini di affidabilità e tecnologia. Declinata in berlina e shooting brake (Sport Turismo), si è imposta come un punto di riferimento tra le grandi stradiste sportive. Il cuore della sua gamma è la motorizzazione ibrida plug-in (E-Hybrid), che ha rappresentato la maggior parte delle vendite in Europa grazie a una fiscalità vantaggiosa. Sul piano dell'affidabilità, i dati sono chiari: la 971 è nettamente superiore alla 970. L'ADAC rileva un tasso di guasto di soli 2.8/1000 per questa generazione (contro >4.2 per la precedente), e il
La Porsche Panamera di seconda generazione (971) è un successo tecnico che cancella gli errori di affidabilità della prima generazione. La versione 4 E-Hybrid è la scelta più razionale e omogenea, offrendo prestazioni da sportiva, consumi contenuti nel quotidiano e un'affidabilità meccanica (V6 2.9 + PDK8) ormai collaudata. Tuttavia, la complessità tecnologica di quest'auto richiede un monitoraggio rigoroso. I guasti meccanici gravi sono rari, ma i problemi elettronici e i richiami (in particolare sulla pompa ausiliaria delle ibride) ricordano che si tratta di un concentrato di tecnologia su ruote. Il budget di manutenzione deve essere all'altezza del marchio, in particolare per i materiali di consumo (pneumatici, freni) che si consumano rapidamente sotto il peso delle versioni ibride. Privilegiate un modello post-2019 (o Fase 2 del 2020) con una cronologia 100% Porsche (Porsche Approved fortemente raccomandato).