DS DS5 I facelift (M32) (2015 – 2018)

Punteggio affidabilità : 6.8/10

La DS 5 (Generazione I facelift, codice M32) segna una svolta storica: apparsa nel 2011 sotto il marchio Citroën, perde i suoi chevron durante il restyling del 2015 per inaugurare la calandra « DS Wings » e lanciare ufficialmente DS Automobiles come marchio premium indipendente in Europa. Basata sulla vecchia piattaforma PF2 (Peugeot 3008 I), conserva il suo design all'avanguardia da « shooting brake » e il suo abitacolo ispirato all'aeronautica. Sebbene il restyling abbia portato nuovi ammortizzatori (tecnologia PLV) per attenuare l'eccessiva rigidità dei primi modelli e aggiornato le motorizzazioni alle normative Euro 6, la DS 5 rimane un'auto dal comfort rigido e dall'ergonomia complessa. Si rivolge agli acquirenti che cercano un'alternativa atipica alle tradizionali berline tedesche.

✅ Punti di forza

⚠️ Punti deboli

🎯 Verdetto

La DS 5 restyling (2015-2018) è una scelta d'acquisto « colpo di fulmine ». Si rivolge a coloro che privilegiano lo stile, l'originalità e l'atmosfera interna a scapito del comfort puro e della praticità. Sul piano dell'affidabilità, le motorizzazioni a benzina 1.6 THP 165/210 di quell'epoca (Euro 6) sono nettamente più raccomandabili rispetto alle vecchie generazioni, sebbene richiedano una manutenzione rigorosa. Il miglior compromesso rimane il 2.0 BlueHDi 180 EAT6, potente e meccanicamente affidabile, a condizione di assicurarsi che il problema cronico del serbatoio dell'AdBlue sia già stato risolto o di metterne a budget la sostituzione (circa 1000 - 1500 €). Evitate la versione Hybrid4, in cui il piacere di guida del cambio robotizzato e il peso eccessivo rovinano l'esperienza.