Citroën C5 I (DC) (2001–2008) (2001 – 2008)

Punteggio affidabilità : 7.0/10

La Citroën C5 di prima generazione (codice telaio DC per la berlina, DE per la station wagon) è stata lanciata nel 2001, succedendo alla Xantia. Segna una svolta per Citroën abbandonando il nome con la consonante X per una denominazione più semplice. Posizionata nel segmento delle berline familiari, si distingue per il suo comfort eccezionale, ereditato dalla tradizione Citroën, grazie alla sua sospensione idropneumatica Hydractive III di serie. Disponibile in versione berlina e station wagon (chiamata C5 Tourer), pone l'accento sull'abitabilità, sulla fluidità di guida e su un'insonorizzazione curata. Un restyling è intervenuto nel 2004, apportando modifiche estetiche (frontale, fari posteriori) ed evoluzioni tecniche, in particolare l'arrivo di nuove motorizzazioni diesel (1.6 HDi 110, 2

✅ Punti di forza

⚠️ Punti deboli

🎯 Verdetto

La Citroën C5 di prima generazione è un'auto che merita di essere considerata sul mercato dell'usato, soprattutto per coloro che privilegiano il comfort assoluto e lo spazio a un prezzo accessibile. Il suo principale punto di forza, la sospensione Hydractive III, è anche il suo tallone d'Achille se la manutenzione non è stata seguita. Consigli per l'acquisto: * Da acquistare senza esitazione: Le versioni equipaggiate con i motori 2.0 HDi 90 CV (DW10TD) o 110 CV (DW10ATED), soprattutto se il 110 CV è senza FAP o se il FAP è stato correttamente mantenuto. Questi motori sono valori sicuri di robustezza. I motori a benzina 1.8i, 2.0i e 3.0 V6 sono anch'essi buone scelte se si accetta il loro consumo e una manutenzione regolare. * Da negoziare fortemente e con prudenza: Le versioni equipaggiate con il 1.6 HDi 110 CV (DV6TED4). È imperativo un impeccabile storico di manutenzione, con cambi olio molto frequenti e la prova dei correttivi legati al turbo. Un'ispezione approfondita da parte di uno specialista è indispensabile. Anche i 2.2 HDi 136/173 CV sono da negoziare a causa della loro complessità (bi-turbo, FAP) e dei costi di manutenzione potenzialmente più elevati. * Da evitare: Il mo