Chevrolet Captiva I facelift (C140) (2011 – 2015)

Punteggio affidabilità : 6.6/10

La Chevrolet Captiva di prima generazione ha beneficiato di un importante restyling nel 2011 (nome in codice C140), segnando una netta evoluzione rispetto alla fase 1 (C100). Questo SUV familiare, cugino tecnico dell'Opel Antara e sviluppato da GM Korea, si è distinto per un frontale molto più aggressivo, un abitacolo modernizzato e, soprattutto, una riprogettazione totale delle sue motorizzazioni e dei cambi. Il vecchio blocco diesel 2.0 è stato sostituito da un inedito 2.2 VCDi (sviluppato con VM Motori), declinato in 163 e 184 CV, che offre un piacere di guida nettamente superiore. Proposta a 5 o 7 posti, la Captiva C140 si è posizionata come un'alternativa accessibile e di rappresentanza rispetto ai leader del segmento. Sebbene il suo rapporto prezzo/dotazione sia molto interessante su

✅ Punti di forza

⚠️ Punti deboli

🎯 Verdetto

La Chevrolet Captiva C140 (2011-2015) è la tipica scelta d'acquisto intelligente per le famiglie numerose con un budget limitato. Il passaggio al motore 2.2 VCDi ha trasformato il piacere di guida rispetto ai vecchi modelli. Tuttavia, non è un veicolo da acquistare a occhi chiusi. Il suo peso considerevole comporta un consumo eccessivo di carburante e di parti soggette a usura (freni, pneumatici, sospensioni). Il motore diesel 2.2 è meccanicamente robusto (catena), ma le sue periferiche antinquinamento (FAP, EGR) non tollerano la città. L'acquisto è raccomandato esclusivamente se si guida prevalentemente su strada/autostrada, se si trova un esemplare con uno storico di manutenzione trasparente (cambi d'olio motore ravvicinati, sostituzione dell'olio del cambio automatico effettuata) e se si negozia il prezzo tenendo conto della scomparsa della rete Chevrolet in Europa.