L'Alfa Romeo 156 Phase 2 (o facelift), ridisegnata da Giorgetto Giugiaro nel 2003, modernizza brillantemente la linea originale di Walter de Silva. Questa generazione (Type 932) si distingue per un frontale più aggressivo (calandra allargata, nuovi fari) e un abitacolo rivisto con materiali di migliore qualità. Sul piano meccanico, questo periodo segna l'apogeo delle motorizzazioni diesel del gruppo Fiat con l'introduzione dei blocchi Multijet (JTDm) a 16 e 20 valvole, che offrono un piacere di guida e prestazioni di prim'ordine. La gamma si è inoltre arricchita delle versioni Crosswagon Q4 (station wagon rialzata a trazione integrale), proposte esclusivamente a diesel. Se il comportamento stradale resta un punto di riferimento assoluto (sterzo ultra-diretto, avantreno incisivo), la 156 so
L'Alfa Romeo 156 Phase 2 è una berlina di carattere che si acquista con cognizione di causa. Se puntate a una motorizzazione diesel (JTD o JTDm), fate la scelta della ragione meccanica: questi motori sono tra i più affidabili della loro generazione, capaci di superare i 300.000 km senza aprire il blocco. Il 1.9 JTDm 150 CV rappresenta il miglior compromesso. Tuttavia, l'affidabilità del motore non deve oscurare la fragilità cronica dell'assetto (considerate i bracci delle sospensioni come materiali di consumo) e i rischi di corrosione sui pianali. Evitate gli esemplari trascurati o 'elaborati'. Un modello con uno storico di manutenzione completo, bracci recenti e un termostato funzionante vi offrirà un piacere di guida ineguagliabile in questa fascia di prezzo.